Virtualizzazione, una rivoluzione nell’informatica

Sarà capitato a tutti i programmatori di pronunciare una di queste frasi “un attimo fa funzionava” oppure “l’ho appena provato sul mio computer e funziona” questo perchè lo sviluppatore scrive e prova le proprie applicazioni sulla propria macchina che per l’appunto è una macchina “da sviluppatore” sempre aggiornata e con le ultime versioni di tutti i programmi, poi appena l’applicazione approda sul pc di un cliente, che la maggior parte delle volte non sà nemmeno cos’è un aggiornamento, arrivano gli inevitabili crash.

Per evitare questo i programmatori provano le proprie applicazioni su più macchine ma per farlo devono copiare l’applicazione installarla e testarla e questo provoca un considerevole dispendio di tempo. Da qualche anno con l’aumento di potenza e prestazioni dei pc hanno preso piede dei nuovi software: i software di virtualizzazione che permettono la ripartizione delle risorse hardware e quindi la creazione di “macchine virtuali” su cui installare diversi sistemi operativi e mantenerli in esecuzione contemporaneamente.

Ecco la soluzione: installare più sistemi operativi “virtuali” e fare i test su di essi, ad esempio su possono installare windows xp, windows 2000 e windows vista e testare il comportamento di un programma con i diversi sistemi operativi, questa tecnica ha anche un’altro vantaggio: le prime versioni di un’applicazione possono contenere degli errori (bug) e può capitare che l’applicazione de-stabilizzi l’intero sistema operativo, in questo caso basta riavviare la macchina virtuale bloccata senza dover riavviare il pc.

Un altro vantaggio è per chi sviluppa applicazioni che devono comunicare tra loro, in passato per testare queste applicazioni era necessario avere più pc collegati in rete, ora basta un solo pc con più macchine virtuali installate e si potrà testare il funzionamento di tutti i software che comunicano tramite rete.

La virtualizzazione può essere anche utilizzata per “alleggerire” il sistema operativo di uno sviluppatore, infatti se lo sviluppo viene svolto su di una “macchina virtuale” nel momento in cui questa viene spenta il sistema operativo principale non risente di tutti i programmi che sono stati installati nella macchina virtuale. In questo caso “l’ambiente di sviluppo” sarà interamente contenuto nella macchina virtuale dando l’ulteriore vantaggio che consiste nel poter spostare la macchina virtuale su altri pc che hanno installato il software di virtualizzazione e quindi avere il proprio “ambiente di sviluppo a portata di mano”.

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