Archivio categoria: Google che?

BitTorrent, ecco come funziona…

Cercherò oggi di spiegare come funzionano esattamente i torrent, in modo da continuare l’argomento dell’articolo di qualche giorno fa.

Come avevo accennato, la tecnologia dei torrents è incentrata sullo “swarming” e il “tracking”, e quindi gli utenti scaricano diversi pezzi di dati da diverse sorgenti contemporaneamente. Dato che questa strategia compensa per i cosidetti colli di bottiglia, si ha che in questo modo risulta molto più veloce scaricare rispetto al caso in cui si scarica un file di grandi dimensioni da una singola sorgente.

Il “Swarming” è la tecnica che prevede la suddivisione di file di grandi dimensioni in parti più piccole, per quindi condividere quest’ultime con lo “swarm” (dall’inglese sciame) di utenti collegati.

Il “Tracking” è invece una tecnica che prevede che gli utenti si aiutino a vicenda per la localizzazione dei file.

I membri degli Swarm utilizzano speciali software client BitTorrent che appunto effettuano l’upload, il download e la ricomposizione delle diverse parti di file in file completi utilizzabili. Durante questo processo, esistono speciali file di testo, con estensione .torrent che fungono da puntatore in modo da aiutare gli utenti a trovare altri utenti con cui formare il Swarm, e allo stesso tempo per imporre un certo controllo di qualità su tutti i file condivisi.

Quando si condividono file su BitTorrent, si viene automaticamente “premiati” con un aumento di velocità di download. Mentre, in caso contrario, se si decide di essere un leech, cioè una sanguisuga :-) , si viene “puniti” con velocità di download molto basse.

La velocità di Download è appunto controllata dai cosidetti tracking server, che monitorano gli utenti dei vari swarm. Se un utente condivide, il tracking server premierà l’utente incrementando la banda di Swarm allocata a quell’utente (a volte si possono raggiungere i 1500 Kilobit/s). In maniera analoga, se un utente decide di limitare il proprio upload, non contribuendo quindi in maniera significativa allo Swarm, i tracking server provvederanno a strozzare la velocità di download dell’utente in questione, e a volte viene limitata talmente tanto da essere dell’ordine di qualche kilobit/s.

Seguirà una guida su come incominciare ad usare i torrent. Stay tuned!

Il web nel palmo della mano con google phone

Il primo telefono cellulare del colosso di mountain view è stato lanciato ed pronto a battagliare con l’iPhone dell’ Apple per il primo posto nella lista di regali per le feste natalizie di tutti gli appassionati. Il lungo atteso smartphone di Google è stato presentato in una conferenza stampa a New York nel primo pomeriggio di ieri. Durante la presentazione Google ha annunciato il telefonino che quindi sarà dotato del sistema ‘Android’, il primo sistema operativo creato dal gigante della ricerca online.

L’arrivo di Android segnala l’inizio di una battaglia tra Google e i suoi diversi rivali, tra cui troviamo Apple, Microsoft e Nokia, sul software di cui saranno dotati la prossima generazione di cellulari.

Il G1, nome dato alla creatura di Google, si troverà in diretta competiizione con smartphone del calibro dell’ iPhone e  BlackBerry, e in qualche modo può considerarsi un miscuglio di quest’ultimi, essendo dotato di touchscreen come l’iPhone, una tastiera querty a scorrimento analoga a quella del BlackBerry.

Affinchè possa battaglaire alla pari con l’iPhone sul mercato della musica, il G1 sarà fornito di software sviluppato in associazione con Amazon.com, in modo che i consumatori possona accedere facilmente alla vastissima gamma di brani musicali disponibili nel negozio di musica digitale di Amazon.

Basta toccare un pulsante per accedere ai principali servizi online di Google, come Gmail e YouTube. Ovviamente non poteva mancare ‘Google Maps Street View’, che consente l’esplorazione delle città in maniera virtuale utilizzando fotografie delle strade.

Nonostante tutto ciò, il punto di forza su cui gioca Google è il sistema operativo stesso del G1. L’obbiettivo principale della compagnia è infatti quello di attirare sempre più gente online, e quindi fare in modo che sempre più persone utilizzino i servizi di ricerca e di pubblicità, da cui Google ottiene la stragrande maggioranza dei suoi introiti. Per questi motivi, ‘Android’ verrà offerto anche su altri cellulari di altri produttori.

Infine la piattaforma ‘Android’ è una piattaforma aperta. Non viene esercitato alcun controllo sulle applicazioni che gli utenti possono installare. Infatti, a differenza dell’ iPhone in cui gli utenti possono accedere esclusivamente alle applicazioni rese disponibili tramite il portale di iTunes, le applicazioni per ‘Android’ potranno essere rese disponibili da qualsiasi sito e da chiunque. Google crede che in questo modo si adotti un aproccio più democratico, mentre alcuni critici sostengono che il sistema dell’Apple riesca a garantire migliore qualità. Solo il tempo ci dirà chi ha ragione.

Google che? Google Calendar.

Google ci sta viziando. Sforna una miriade di nuovi strumenti ogni anno senza mai chiederci nulla, apparentemente. Una di queste è Google Calendar. Iniziamo con l’ammettere che questo articolo l’ho scritto grazie a questa funzionalità del motore di ricerca del colosso di Mountain View.

Cos’è google calendar? Un semplice calendario? Sarebbe riduttivo definirlo cosi.

Con google calendar è facile organizzare tutti gli eventi importati della propria vita privata. Si possono aggiungere eventi ed inviare inviti senza alcuna difficoltà, ed è persino possibile condividere il proprio calendario con amici e parenti in modo da poter organizzare eventi sociali a cui nessuno dimenticherà di partecipare.

Riempendo form intuitivi è possibili creare eventi per una particolare data, ed inoltre si può chiedere a google calendar di ricordarci dell’evento stesso per mezzo di email o sms. Ovviamente è possibile impostare anche un luogo associato all’evento, e in questo caso l’immancabile google maps correrà in vostro aiuto mostrandovi in un piccolo riquadro una mappa tramite cui è facile capire come arrivare.

Non avete nessuna scusa se per caso utilizzate qualche altro programma per la gestione dei vostri appuntamenti. Infatti google calendar è dotato anche di strumenti per importare i vostri calendari da Microsoft Outlook o Yahoo! Calendar.

Altra funzionalità che trovo fanstastica è la capacità di gmail di capire quando nelle proprie mail si parla di un evento, in modo da chiedere all’utente se si vuole aggiungere l’evento riconosciuto nel messaggio di posta elettronica mediante pochi click.

Come detto all’inizio, se non fosse per google calendar oggi non avrei scritto questo articolo. Me ne sarei dimenticato.